📍 Percorso ad anello di 3.5 km.
⏱️ Durata di 3 ore, adatto a tutti.
👟 Necessari scarponcini e/o con suola antiscivolo.
ℹ️ Il ritrovo è il 23 novembre alle ore 9:30 presso il parcheggio di Via Zappati a Sala Baganza (PR).
Per maggiori informazioni, è consultabile la locandina dell’evento e la mappa del percorso nella Gallery
– E-mail: info@alberimonumentaliparma.it
– Tel: (+39) 333 1660339
🌳 TAPPA 1 – LAGO DI PONTE VERDE
Il Parco dei Boschi di Carrega istituito nel 1982 è stato il primo Parco della Regione Emilia Romagna. Si estende sui terrazzi fluviali quaternari fra il fiume Taro e il torrente Baganza ed ha un’estensione di circa 1270 ha. Il paesaggio mostra un alternarsi di boschi, prati stabili e seminativi solcati da numerosi ruscelli e piccoli specchi d’acqua artificiali, creati a scopo paesaggistico ed irriguo tra la fine ‘800 e i primi del ‘900. Questo lago offre anche un’area ristoro e relax dove potersi fermare per godersi della pace e tranquillità che offre. Al suo interno sono presenti testuggini d’acqua, osservabili quando emergono per scaldarsi al sole.
🌳 TAPPA 2 – I CUSTODI DEI SEPOLCRI
Questi due cedri (dell’Himalaya e dell’atlante) si trovano a fianco dei sepolcri del principe Andrea Carrega e della principessa Paola Odescalchi morti i primi anni del ‘900. Il principe Andrea visse per molti anni a Sala Baganza, realizzo molti laghi e introdusse specie esotiche di vegetali che ancora oggi possiamo ammirare, come appunto i cedri. Questi due esemplari di oltre cento anni offrono una simbologia di vita eterna, posti a fianco del luogo di sepoltura, come a simboleggiare il ricordo e la presenza costante del principe e della principessa.
🌳 TAPPA 3 – LIBOCEDRO
Il libocedro è una specie esotica e nativa dell’America settentrionale. Questo albero viene apprezzato per la sua estetica ruvida e ariosa, l’intenso profumo delle resine (profumo in virtù del quale è detto anche albero dell’incenso), e la resistenza alla siccità. Il suo legno è uno dei principali materiali utilizzati per la realizzazione di matite negli Stati Uniti, perché tenero e facile da temperare. Impiantato per volere del principe Andrea Carrega, oggi regala sorpresa e ammirazione con la sua presenza in quanto non ci si aspetterebbe di trovarlo in provincia di Parma.
🌳 TAPPA 4 – CEDRO DEL LIBANO
A fianco del Casino dei Boschi svetta questo meraviglioso cedro del libano. I suoi rami più bassi hanno un portamento orizzontale come se volessero abbracciare i passanti e cullarli tra le loro braccia. Le piante secolari sono in grado di infondere una benefica sensazione di sicurezza. Sono esseri viventi che hanno vissuto più di cento anni nello stesso posto e hanno fronteggiato diversi tipi di avversità senza lasciarsi scalfire. Bisogna solo imparare ad ascoltarle e rispettarle.
🌳 TAPPA 5 – QUERCIA E FRASSINO
Poco distante dal cedro del libano sono presenti altri due esemplari secolari. Un frassino e una quercia. Il frassino non appartiene alla specie tipica delle nostre zone (Fraxinus excelsior), ma è infatti un frassino meridionale (Fraxinus angustifolia). Da questa specie di frassino, tipica del sud Italia, in particolare in Sicilia in un piccolo territorio tra Castelbuono e Pollina si estrae la manna. Insieme all’orniello sono le specie più utilizzate per l’estrazione della manna, ossia la linfa che viene utilizzata a scopo alimentare, curativo e cosmetico. La quercia invece è farnia, tipica del territorio e probabilmente cresciuta spontaneamente, ma sempre conservta.
🌳 TAPPA 6 – IL BOSCO E IL QUERCETO
La varietà di habitat del Parco Boschi di Carrega è il risultato dell’interazione fra fenomeni naturali e attività antropiche. I querceti misti sono stati in parte sostituiti da ambienti diversi: boschi misti di castagno, carpini ornielli e specie infestanti come le robinie. I querceti sono costituiti in prevalenza da diverse specie in relazione alle condizioni microclimatiche e alle specifiche caratteristiche del suolo. In termini di specie prevalgono il cerro, e in minor misura, la rovere. La roverella è molto meno frequente ed è presente solo nelle zone più assolate ed asciutte, mentre la farnia, specie tipica della pianura, è presente solo in modo sporadico lungo le rive dei piccoli corsi d’acqua. Questo habitat è popolato anche da fauna selvatica come caprioli, cinghiali, tassi, faine e donnole.
🌳 TAPPA 7 – BRUGHIERE E RADURE
Il territorio del parco presenta differenti tipi di ambienti e associazioni vegetazionali. Sono presenti zone prative, con prati stabili e prati fioriti che in primavera regalano esplosione di colore. Nella zona di transizione tra i boschi e i prati o i coltivi si incontrano cespugli che a volte creano ampie distese. Tra gli arbusti più comuni vi sono: il ginepro, la rosa canina, il prugnolo, il biancospino, il sanguinello, il corniolo e il ligustro. Nelle zone prative è facile avvistare lepri o caprioli che brucano o rapaci come gheppi o poiane alla ricerca di piccoli roditori.
Progetto realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna L.R. 7/2020.
Passeggiate Patrimoniali – Natura e Cultura
