50 min circa
16 min circa
Parma
Nel cuore di Parma, città ricca di tesori inestimabili, la purezza e grandiosità della natura si intreccia con l’eleganza dell’architettura sacra, dando vita a un profondo dialogo tra il verde degli Alberi Monumentali e le fondamenta delle antiche cattedrali. Questi due protagonisti, seppur diversi per origine, condividono un legame profondo con la storia ed il paesaggio della città, donando un’atmosfera mistica e fiabesca ai vicoli parmigiani.
Attraverso questo itinerario, dunque, si ha l’opportunità di scoprire un equilibrio unico tra natura e spirito, dove ogni tappa svela una piccola narrazione che Parma custodisce da nei suoi spazi verdi e nei suoi edifici di culto. Un viaggio che permette di cogliere un particolare dualismo della città e di scoprire, con occhi diversi, una Parma mai vista così prima d’ora.
Il primo passo del cammino proposto inizia con il suggestivo Santuario di San Francesco del Prato, in Piazzale San Francesco 5. Iniziata nel XIII secolo da frati di Assisi, rappresenta un esempio di architettura gotica francescana con facciata a tre fasce ed interni semplici sobri, come volevano le regole dell’ordine. Confiscata nel 1810 durante le requisizioni napoleoniche, fu adibita a carcere fino agli anni ’70 del Novecento, quando poi iniziò il recupero per restituirla al culto. Nel 2018, il progetto “Liberiamo San Francesco del Prato” ha avviato un restauro finanziato da cittadini, aziende e istituzioni, culminato nel 2021 con la riapertura della chiesa per liturgie ed eventi culturali. Il restauro ha ripristinato le monofore gotiche, rimosso le strutture carcerarie e recuperato intonaci e affreschi originari, restituendo alla città un prezioso simbolo storico e spirituale.
L’itinerario prosegue con la visita di un’altra, adiacente, struttura di culto molto importante: la Cattedrale di Parma, o Duomo di Parma. Dedicata a Santa Maria Assunta, essa custodisce capolavori straordinari tra cui la cupola affrescata dal Correggio e la lastra raffigurante la Deposizione, opera di Benedetto Antelami. A questo grande scultore si deve anche il vicino Battistero, realizzato in marmo rosa, che con la sua architettura massiccia e slanciata rappresenta la transizione tra lo stile romanico e quello gotico. Al suo interno, le statue dei Dodici Mesi affascinano per la loro simbologia. A completare la Piazza vi è il Vescovado, un edificio originario dell’XI secolo trasformato nel tempo da numerosi interventi.
Dopo la visita di questi due storici monumenti, la tappa successiva offre la prima immersione nel verde più puro di Parma e, più precisamente, nel Parco Ducale. Entrando, è possibile incontrare da subito il Gigante Francese: platano più grande della provincia di Parma alto 40 metri, è tra le piante più imponenti del territorio. Nel 1749, durante la Guerra di Secessione austriaca, gli alberi secolari del giardino ducale vennero abbattuti per fornire legna alle truppe del principe Lobkowicz. Quattro anni dopo, Filippo di Borbone affidò al Petitot il progetto di trasformare il parco in un giardino neoclassico. A inizio ‘800, poi, Maria Luigia ne curò il rinnovamento e fu probabilmente allora che il platano venne messo a dimora, assieme ad altri oggi quasi del tutto scomparsi.
Rimanendo nel Parco Ducale, ci si può lasciar trasportare da arte e natura fino a giungere al prossimo albero: la Spontanea Maestà, maestoso olmo campestre nonché uno degli alberi più imponenti del contesto ducale del parco. Nata probabilmente durante il periodo post-unitario, quando il giardino fu abbandonato e lasciato a sé stesso, ha trovato rifugio tra le siepi vicino al Palazzetto Eucherio Sanvitale, crescendo protetto fino a dominare il paesaggio e divenendo un vero simbolo di resilienza. Oggi è censita e tutelata a livello regionale e nazionale, come un autentico monumento che racconta la storia e la biodiversità del parco e dell’intera città di Parma.
Spostandoci dal Parco, in direzione Piazzale Santa Croce, si torna di nuovo nel contesto architettonico e sacro di Parma visitando la Chiesa di Santa Croce, uno dei più affascinanti esempi di architettura romanica a Parma. I suoi capitelli scolpiti, decorati con figure fantastiche e simboliche, raccontano l’immaginario e la spiritualità del medioevo, intrecciando alla perfezione arte e spiritualità. L’austerità della struttura, tipica dell’epoca, è inoltre arricchita da dettagli scultorei che catturano l’attenzione e rivelano la maestria degli artigiani. Questo equilibrio tra semplicità e ricchezza decorativa rende la chiesa un autentico gioiello della storia parmense, capace di evocare tutto il fascino di un tempo lontano.
Infine, nell’ultima tappa, si farà visita ad un altro monumento vivente, concludendo simbolicamente il percorso e approfittandone così per riposare in un clima solenne e disteso: il Giallo Parma. Si tratta di un maestoso ginkgo di 231 anni, simbolo vivente della città con il suo tipico colore ducale. Piantato nel 1791 da Giambattista Guatteri come albero esotico, è originario della Cina, ma ormai è un autentico cittadino di Parma. Curioso notare che, pur essendo un esemplare maschio e quindi privo di semi, un ramo innestato decenni fa gli consente di produrre dei frutti. Ancora in ottima salute, accoglie con la sua chioma dorata chiunque voglia ammirarlo, soprattutto in autunno, quando veste quei colori che lo rendono inconfondibile.
CONSIGLI
L’itinerario è percorribile facilmente a piedi, passeggiando tra le caratteristiche vie di Parma, oppure in bicicletta amalgamandosi con la dinamicità dell’ambiente urbano.
Indossa dei vestiti comodi, un cappello d’estate a protezione del sole (in caso di temperature elevate), porta con te un rifornimento d’acqua ed, eventualmente, pranzo al sacco.
Clicca sul link, situato nell’apposita sezione in alto, per consultare il percorso su Google Maps.