📍 Percorso ad anello di circa 1 km.
⏱️ Durata di 2-3 ore, adatto a tutti.
👟 Visita guidata in 8 tappe con Mauro Carboni.
ℹ️ Il ritrovo è il 23 novembre alle ore 15:00 presso la Villa Malenchini in Strada Puglia 1 a Carignano (PR).
Per maggiori informazioni, è consultabile la locandina dell’evento e la mappa del percorso nella Gallery
– E-mail: info@alberimonumentaliparma.it
– Tel: (+39) 333 1660339
🌳 TAPPA 1 – PAULOWNIA
Specie originaria della zona temperata boreale (Europa, Nord America e Asia), inserita in questo contesto probabilmente intorno alla fine del 1800 quando è stato ampliato il parco della Villa. Questo esemplare, di notevoli dimensioni, e quindi parecchi anni di età, è una delle piante di pregio della villa. Grazie alla sua posizione (a fianco dell’edificio) e della sua imponenza è una delle più identificative del parco. Essendo un esemplare centenario è stata oggetto di analisi per valutare la sua stabilità, come altre alberature di pregio della villa. Sono state eseguite anche pulling test, da un’azienda specializzata in arboricoltura per alberi di pregio, per studiare come l’esemplare risponde alle sollecitazioni degli eventi atmosferici.
🌳 TAPPA 2 – GLICINE
Vicino all’ingesso nella zona nord della Villa è presente questo meraviglioso esemplare di glicine. Si tratta di un esemplare di più di 100 anni di età. Infatti la sua chioma è veramente molto espansa e il suo fusto presenta un diametro di dimensioni elevate per la specie in questione. Il glicine, infatti, è una pianta rampicante che non raggiunge molto spesso dimensioni di questo tipo. Un esemplare con queste caratteristiche è di grosso pregio naturalistico, ma anche paesaggistico.
🌳 TAPPA 3 – QUERCIA AMERICANA
Questa pianta come la Paulonwnia è stata messa a dimora nel parco verso la fine del 1800 durante il suo ampliamento ed anche in questo caso si parla di una pianta non autoctona. Nel passato era sinonimo di ricchezza avere piante provenienti da zone lontane del mondo in quanto significava avere risorse tali da permettersi di mandare un “raccoglitore di semi” dall’altra parte del mondo per proprio conto.
🌳 TAPPA 4 – SIEPE DI BOSSO
Il viale di fronte alla villa, in direzione dell’abitato di Felino, si allunga per 1500 m verso sud, è affiancato nella porzione settentrionale da siepi di bosso, tagliate con forme geometriche e accostate per un tratto a cespugli di rose. Questo lunghissimo corridoio verde è il più lungo della provincia nonché elemento identificativo della Villa e del parco.
🌳 TAPPA 5 – TIGLI E PLATANI
Il parco della villa, come detto precedentemente, copre una totalità di 15 ettari e oltre zone di giardino all’inglese presenta anche spazi aperti e fitte boscaglie. Oggi giorno le boscaglie sono formate da piante secolari, tra cui numerosi tigli, frassini, platani, querce, castagni, cedri del Libano e abeti. Il parco ed il suo ecosistema sono mantenuti in vita dai nuovi polloni e ricacci che permetteranno di rinnovare e preservare ogni essenza.
🌳 TAPPA 6 – LAGHETTO
Nella zona nord est del parco è presente un antico laghetto dalla forma sinuosa. Si è prosciugato nella seconda metà del XX secolo, e dell’isolotto che emergeva al suo interno sopravvivono solamente un ponticello in stile giapponese e un piccolo castello in mattoni. Il castello non è inventato, ma si tratta di una copia in miniatura della rocca Sanvitale di Fontanellato.
🌳 TAPPA 7 – GHIACCIAIA
Come in parecchie ville antiche e dimore di una certa importanza, anche presso Villa Malenchini è presente una ghiacciaia, luogo dove venivano conservati i beni deteriorabili. Ancora oggi è visitabile e soprattutto in estate si può godere della sua freschissima temperatura. Inoltre è collegata, attraverso dei sotterranei alla cucina, per agevolare i cuochi e quindi ha un doppio accesso, dall’alto e dal basso.
🌳 TAPPA 8 – QUERCIA
Vicino all’edificio nella zona nord est è presente un enorme esemplare di quercia autoctona, una roverella di elevate dimensioni. Anche questo esemplare si stima abbia più di 100 anni di età. Purtroppo, un paio di anni fa ha subito un importante incidente durante un temporale con forte vento che ha rotto una porzione di chioma, fortunatamente non recando altri danni. Tuttavia, grazie all’intervento immediato di arboricoltori e grazie alla sensibilità della proprietà, si è riusciti a eliminare solo la porzione di chioma irrimediabilmente compromessa e null’altro. Ora la pianta ha una gestione specifica, per limitare lo stress e aiutarla nel processo di rimarginazione della ferita.
Progetto realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna L.R. 7/2020.
Passeggiate Patrimoniali – Natura e Cultura
