52 min circa
Colorno
Sissa Trecasali
Viarolo
Torrile
Nella quiete della Bassa Parmense, terra pianeggiante densa di storie e tradizioni, vivono alcuni dei giganti verdi più simbolici del territorio dei veri personaggi emblematici che sembrano vegliare da sempre su questo paesaggio. Come antichi abitanti della pianura, questi alberi secolari raccontano storie e memorie delle passate epoche, radicandosi nella natura di un luogo che ha saputo conservarli come parte della propria comunità.
Attraverso questo autentico percorso a stretto contatto con la natura, scoprirete figure che sembrano come uscite da una narrazione fiabesca: una Signora elegante che domina un giardino con la sua grazia, un Nonno saggio che ha visto scorrere intere generazioni, dei Gemelli legati da un vincolo naturale e indissolubile. Ogni albero, con il proprio carattere, sembra prendere vita, aggiungendo un volto unico al mosaico della Bassa.
Andiamo a vederli nel dettaglio…
Il percorso vede come tappa di partenza il comune di Colorno, nella cornice dello splendido Giardino Ducale. Qui vive l’elegante ed esotica Signora del Giardino, albero esotico voluto da Maria Luigia d’Austria all’inizio dell’800. L’attribuzione della dicitura “Signora” le dona particolarmente: per bellezza, maestosità, anzianità. Non è educato dire l’età di una signora, ma in questo caso è un pregio, tanto più che li porta benissimo…spero non me ne voglia se le attribuisco tra le 150 e le 200 primavere. Alcune fonti datano l’impianto al 1840, ma non v’è certezza. La Signora, però, non è esente da acciacchi: da un lato, per esempio, ha perso completamente una parte di fusto. Una particolarità è che essa è innestata su un olmo locale, mentre si nota bene la differenza di tronco a poche decine di centimetri dal suolo. La cosiddetta Zelkova non è specie autoctona: venne introdotta in Italia a inizio ‘800 dal Caucaso. Un tempo avere specie esotiche era motivo di vanto: l’importanza della famiglia si misurava anche dalla rarità delle piante del suo giardino. E qui siamo ai massimi livelli, trattandosi del giardino della Duchessa di Parma.
Proseguendo si cambia comune, arrivando nei pressi di Sissa Trecasali. Se prima abbiamo avuto a che fare con la Signora del Giardino, qui possiamo incontrare i Gemelli, la coppia di platani più bella della provincia. Sono due piante identiche, orgoglio della regione che li ha tutelati tra gli esemplari da preservare con una specifica legge sugli alberi monumentali. Belli perché vecchi: l’impianto sembra risalire al 1835, probabilmente coevo alla villa. Belli perché i più alti: raggiungono i 40 metri ed eguagliano per altezza il platano del Parco Ducale di Parma. Belli perché mai toccati: sono piante che non sono mai state potate e quindi ci appaiono nella loro perfetta naturalità. Sono facilmente raggiungibili dalla pista ciclabile, che dal centro di Sissa Trecasali raggiunge l’argine del Fiume Taro. Villa Albertina, in stile liberty, è oggi ristrutturata e destinata a locale ricettivo.
La terza e penultima tappa dell’itinerario è destinata ad un monumento vivente molto importante: il Faro della Bassa, il pioppo bianco più grande del Parmense. Siamo a Viarolo, a pochi metri dal fiume, ed una grossa colonna verde argentea si staglia verticale come un faro ad avvisare le imbarcazioni che scendono lungo il Fiume Taro. Qui inizia il territorio della Bassa, luogo dove la nebbia regna sovrana in inverno e l’afa in estate, ma i cui abitanti hanno saputo creare cibi strepitosi come culatelli e spalle crude, debitamente innaffiati con Lambrusco e Fortana. Si scoprii per caso, passandoci vicino tante volte prima di rendersi conto delle sue dimensioni. Si trova nei pressi della pista ciclabile che unisce Viarolo a Sissa Trecasali, un buon motivo per prendere la bicicletta e andarlo a trovare. Purtroppo convive con un male che se non curato potrebbe causargli seri danni: gli alberi hanno come principali nemici, dopo l’uomo, alcuni funghi che si nutrono del loro legno dall’interno e piano piano li consumano fino a che cadono sotto il proprio peso. È davvero raro trovare un pioppo bianco così grande e per fortuna l’amministrazione comunale, proprietaria della pianta, si sta prendendo cura di questo monumento che sono certo ci terrà compagnia per tanto tempo ancora.
L’ultima tappa di questo percorso ha una fine simbolica e nostalgica, dal tocco quasi poetico: quanti sognano di poter tornare a parlare con i propri nonni? E bene, giungendo a Torrile, riposa un frassino molto vecchio, con aria saggia e paziente: il Nonno. La tradizione vuole che si pianti un albero quando nasce un bimbo, e così si fece nel 1891. Fu senz’altro propizio per il neonato Pietro, primogenito di 8 figli, ma soprattutto per la pianta che oggi ancora ci ammalia con la sua bellezza. L’albero si trova vicino alla Strada Asolana, in una villa del XVI secolo che lega la sua storia ai terreni annessi al Naviglio, un canale navigabile che era impiegato per trasportare merci tra il Po e la città. Agli inizi del 1800, con testamento olografo il cardinale Caselli, donava la proprietà al Seminario Vescovile di Parma perché le entrate servissero al mantenimento dei giovani seminaristi appartenenti a famiglie povere per completare gli studi sacerdotali. Questo atto fu autorizzato con Decreto Sovrano della Duchessa Maria Luigia. La proprietà fu poi alienata nei decenni successivi per arrivare, nel 1916, all’attuale famiglia Zanzucchi. Questo frassino maggiore è fortunato perché cresce accudito con passione e competenza, come si deve a un anziano che, possiamo in questo caso proprio dirlo, è parte della famiglia!
CONSIGLI
L’itinerario è ad anello, da chiudere ritornando nei pressi del comune di Colorno. È facilmente percorribile in automobile, su strade comode e adatte a qualsiasi tipologia di macchina.
Nei pressi del Faro della Bassa e dei Gemelli, vi è una suggestiva pista ciclabile: si consiglia, agli amanti della bicicletta, di approfittarne per lunghe passeggiate immerse nella natura.
Indossa vestiti comodi, un cappello d’estate, porta con te un rifornimento d’acqua ed, eventualmente, pranzo al sacco. Non scordare di fare fotografie e ritrarre i “volti” di questi splendidi alberi secolari!
Clicca sul link, situato nell’apposita sezione in alto, per consultare il percorso su Google Maps.